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Condividere: il cammino comune del Padiglione Caritas e del Padiglione Enel

Quinto e penultimo appuntamento del ciclo di incontri I progettisti si raccontano con Interni a Expo Gate Milano
Germàn Fuenmayor, ph Efrem Raimondi.
Germàn Fuenmayor, ph Efrem Raimondi.
Francesco Fresa, ph Efrem Raimondi.
Francesco Fresa, ph Efrem Raimondi.
Germàn Fuenmayor e Francesco Fresa, ph Efrem Raimondi.
Germàn Fuenmayor e Francesco Fresa, ph Efrem Raimondi.
ph Efrem Raimondi.
ph Efrem Raimondi.
ph. Efrem Raimondi.
ph. Efrem Raimondi.
ph. Efrem Raimondi.
ph. Efrem Raimondi.
Padiglione Caritas
Padiglione Caritas
Padiglione Caritas
Padiglione Caritas
Padiglione Caritas
Padiglione Caritas
Padiglione Enel
Padiglione Enel
Padiglione Enel
Padiglione Enel
Padiglione Enel
Padiglione Enel
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Germàn Fuenmayor, ph Efrem Raimondi.
Francesco Fresa, ph Efrem Raimondi.
Germàn Fuenmayor e Francesco Fresa, ph Efrem Raimondi.
ph Efrem Raimondi.
ph. Efrem Raimondi.
ph. Efrem Raimondi.
Padiglione Caritas
Padiglione Caritas
Padiglione Caritas
Padiglione Enel
Padiglione Enel
Padiglione Enel
“La condivisione è una ricchezza perché significa distribuire le risorse”. Così ha esordito ieri, mercoledì 8 aprile, Francesco Fresa - socio fondatore dello studio milanese di architettura Piuarch insieme ai colleghi Germàn Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario - presentando allo Spazio Sforza dell’Expo gate di Milano, i due Padiglioni (“ma io preferisco parlare di installazioni”, ha precisato il progettista) realizzati per Enel e Caritas in occasione di Expo 2015.
 
“Ci sembrava un tema importante, a cui abbiamo sempre prestato attenzione, per dare forza al concept architettonico di entrambe le strutture: se per Caritas si declina nel (con)dividere per moltiplicare, non solo il cibo, ma anche  idee, luoghi e conoscenze, per Enel si trasforma nella condivisione delle risorse energetiche”. In entrambi i casi, insomma, ‘condividere’ significa cogliere delle opportunità.
 
Si parte con la presentazione del Padiglione Caritas. “La struttura è  piccola e austera: un cubo, che scomponendosi rivela però tutta la sua ricchezza, attraverso un moltiplicarsi di volumi, che creano relazioni, sinergie”, ha spiegato l’architetto Fresa. Le cinque ‘stanze’ cosi composte sono simili ma non eguali per dimensioni, configurandosi in base alle differenti funzioni che ospitano.
 
Comun denominatore la semplicità di forme e materiali: la struttura metallica si monta come un meccano  ed è rivestita con una semplice rete in Pvc, che favorisce il passaggio dell’aria, azzerando così qualunque necessità di condizionamento, e la naturale luminosità, con il conseguente risparmio di risorse energetiche.
In questo modo all’essenzialità costruttiva si affianca anche una logica progettuale sostenibile che indirizza verso soluzioni virtuose: fra tutte, la possibilità di smontare e rimontare la struttura altrove, trasformandola, per esempio, in una scuola, o in un centro per servizi di primo supporto ai bisognosi.
 
Nel Padiglione Enel il messaggio della condivisione si esprime, invece,  attraverso l’innovazione della ‘smart grid’, una rete elettrica, alternativa a quella tradizionale, che distribuise energia in modo efficiente e sostenibile.
 
“La matrice iniziale del progetto”, ha spiegato Germàn Fuenmayor, presente all’incontro insieme al collega Fresa, “è stata proprio la rete intelligente che Enel ha realizzato per alimentare l’intero sito di Expo. Dal punto di vista strutturale, la rete si sviluppa a pavimento con una griglia modulare, all’interno della quale ‘scorrono’ energia e flusso dei dati; sulla rete, poi, si innestono 650 vettori in policarbonato, che rappresentano le terminazioni nervose del sistema.
 
Il risultato è uno scenografico volume virtuale, un ‘non luogo’, generato da elementi verrticali che disegnano una sorta di bosco virtuale, illuminato da lampade a led”. Un passaggio sopraelevato in legno conduce il visitatore alla scoperta di questo magico paesaggio (i vettori generano inaspettate situazioni luminose e sonore), dove aree densamente alberate fanno da contrappunto al bosco ‘virtuale’. “Centro nevralgico di questo microcosmo”, conclude Fuenmayor, “è la Control Room, dove scoprire tutti i segreti della smart grid”. Un’occasione per condividere la ricchezza di una soluzione tecnologicamnete innovativa, da esportare anche al di fuori di Expo, nel contesto urbano delle nostre città. (Laura Ragazzola)