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Azerbaijan: un tesoro di biodiversità

Secondo appuntamento del ciclo di incontri I progettisti si raccontano con Interni a Expo Gate Milano
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Una fase del cantiere
Una fase del cantiere
Una fase del cantiere
Una fase del cantiere
Una fase del cantiere
Una fase del cantiere
Una fase del cantiere
Una fase del cantiere
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Daniele Zambelli di Simmetrico. ph Efrem Raimondi
Daniele Zambelli di Simmetrico. ph Efrem Raimondi
Marco Brandolisio di Arassociati. ph Efrem Raimondi
Marco Brandolisio di Arassociati. ph Efrem Raimondi
Michele Tadini di Arassociati. ph Efrem Raimondi
Michele Tadini di Arassociati. ph Efrem Raimondi
Il team di Simmetrico
Il team di Simmetrico
Il team di Arassociati
Il team di Arassociati
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Una fase del cantiere
Una fase del cantiere
Una fase del cantiere
Una fase del cantiere
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Daniele Zambelli di Simmetrico. ph Efrem Raimondi
Marco Brandolisio di Arassociati. ph Efrem Raimondi
Michele Tadini di Arassociati. ph Efrem Raimondi
Il team di Simmetrico
Il team di Arassociati
“Alla progettazione  di questo  Padiglione  hanno partecipato 300 persone di discipline e culture diverse; sono stati impiegati 18 mesi  per la  ricerca e lo sviluppo dei contenuti, 250 i video girati  e più di 5000 le foto scattate per documentare la vita di un popolo lontano, forse poco conosciuto, ma pieno di talento e curiosità”.
 
 Chi parla è Daniele Zambelli, fondatore di Simmetrico, network italiano specializzato nell’ideazione e gestione di progetti culturali, che ieri, martedì 31 marzo, dalla Sala delle conferenze dell’Expo Gate ha presentato ai milanesi  il Padiglione dell’Azerbaijan, per la  prima volta  presente a un’Esposizione Universale.
 
“Più che un progetto è una storia”, ha  voluto precisare Zambelli, “un racconto fatto di uomini e di relazioni, un viaggio straordinario in una terra altrettanto straordinaria, che ho condiviso con lo studio Arassociati, con il paesaggista Emanuele Bortolotti e con i progettisti strutturali di iDeas.
 
Il concept, infatti, è nato da un lavoro multidisciplinare, da una volontà collettiva di narrazione per esplorare un Paese, l’Azerbaijan, che si presenta come crocevia di flussi, d’incontri e di relazioni. Un luogo ricco di paesaggi diversissimi e di culture millenarie”.
 
Il Padiglione ne celebra la biodiversità (ben nove degli undici climi esistenti al mondo sono presenti in questo territorio) aprendosi all’esterno ma contemporanemente proteggendo la sua diversità.
 
“Per questo abbiamo scelto come dimensione iconica del progetto la biosfera, un sistema aperto, che interagisce e stabilisce dei contatti ma che contemporaneamente protegge e favorisce la vita interna”, ha spiegato Michele Tadini di Arassociati, presente all’incontro organizzato da Interni  insieme a Marco Brandolisio (del team milanese, attivo dal 1997, fanno parte anche Giovanni Da Pozzo e Massimo Scheurer). Con questa idea cardine è nato il Padiglione composto da tre sfere che si incastonano come gioielli sull’impianto generale dell’edificio, avvolto da una ‘pelle’ in lamelle di legno dall’andamento morbido e sinuoso.
 
“Ma per noi il progetto è stato anche occasione di sperimentazione” ha concluso Marco Brandolisio. Le grandi sfere, 1200 metri quadri di vetro curvato, non rapresentano soltanto la ricerca di un’idea forte di architettura, ma anche “ la volontà  di esplorare un’innovativa tecnologia costruttiva in chiave sostenibile per garantire velocità di montaggio e smontaggio e quindi il riuso del Padiglione una volta conclusa l’avventura dell’Expo”. La sua destinazione futura? Tornare  a casa, in Azerbaijan, naturalmente. (Laura Ragazzola)